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Dietro le quinte / backstage con Rosalba Di Raimondo click here


Orchestra of the Age of Enlightenment & Isabelle Faust

http://www.unionemusicale.it/isabelle-faust-e-orchestra-of-the-age-of-enlightenment-mercoledi-19-aprile-2017-comunicato-stampa

http://www.unionemusicale.it/intervista-esclusiva-ad-isabelle-faust/

 

La prima nazionale di Mandela Trilogy e il debutto della Cape Town Opera in Italia

http://www.repubblica.it/spettacoli/2016/05/27/news/ravenna_festival-140701634/

 

http://www.theguardian.com/music/2012/jun/21/mandela-trilogy-review

http://www.theguardian.com/music/2012/jun/21/mandela-trilogy-review

 

Uri Caine e Mario Brunello inaugura la tournée di Bach Networks in giro per l'Italia (e Lugano) dal 24 gennaio al 2 febbraio

Uri Caine e Mario Brunello insieme per suonare Bach; ma c'è anche spazio per un'improvvisazione solitaria di Uri Caine, per una composizione scritta dal pianista americano, per suggellare la collaborazione con il violoncellista italiano. Un incontro al vertice tra uno dei jazzisti più in vista del panorama contemporaneo e uno dei concertisti classici più amati in Italia e all'estero. Undialogo tra due mondi musicali diversi, fortemente voluto da due musicisti che hanno insito nel dna artistico e umano uno spirito di avventura che li ha portati a spingersi ben oltre i propri originari ambiti di espressione.

 

Uri Caine

http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2014/05/28/news/uri_caine-87412506

 

ARTISTI E PROGETTI DISPONIBILI PER IL 2016 e 2017

URI CAINE
DJANGO BATES' BELOVED
SOUPSONGS DI ANNIE WHITEHEAD GROUP CON SARAH JANE MORRIS, JENNIFER MAIDMAN E CRISTINA DONA'
ORCHESTRA OF THE AGE OF ENLIGHTENMENT - ISABELLE FAUST
I SOLISTI DELL'ORCHESTRA DI S.CECILIA
BRITTEN SINFONIA
JOANNA MACGREGOR
UTE LEMPER

 

 

Django Bates' Belovèd

Belovèd di Django Bates

Django Bates – piano
Petter Eldh – contrabbasso
Peter Bruun – batteria

"Bird lives" diceva la scritta profetica apparsa su un muro di New York poco dopo la morte di Charlie Parker, e ancora oggi "Bird vive" ci ricorda che il bebop era una straordinaria capsula del tempo lanciata dal futuro.

Già in "Belovèd Bird" era chiaro che l’approccio di Django consiste nello scomporre e ricomporre le frasi di Parker. Melodie e armonie vengono riconsiderate, frammentate e scrupolosamente "djangoizzate" con quella gioia, quella disinvoltura e quella folle intelligenza caratteristiche di tutta l’opera di Django. È difficile distinguere le decisioni prese e messe a punto durante le prove, e quelle nate dal vivo. A questo punto della vita del trio di Django, il suo Belovèd, può ben essere che Peter e Petter comprendano intuitivamente il "metodo" con cui si arriva a questa frammentazione e ricomposizione e che il risultato sia un misto dei due modi di lavorare. In questo nuovo album, "Confirmation", i pezzi originali di Django occupano uno spazio che è loro di diritto, ma servono anche a ricontestualizzare le frasi di Parker, usando la stessa caratteristica struttura ritmica e armonica utilizzata nel rivisitare "Donna Lee", "Confirmation" etc.

Il dibattito sul jazz come linguaggio codificato, pronto per la sua fase "classica", o come "campo libero" che reclama un periodico rinnovamento sembra destinato a riproporsi regolarmente. C’è chi lo vede come un aut aut e si schiera, e chi vuole tutto. Django abbraccia tutto.

Godetevi "Confirmation". Come dice T.S.Eliot: "L’arte non migliora mai, ma... il materiale dell’arte non è mai esattamente lo stesso".

Evan Parker, 2012

 

Notizie 2013

Le notizie relative al 2013 sono in...costruzione

 

Belovèd: Confirmation di Django Bates

Il 17 settembre 2012 sarà disponibile il nuovo album di Django Bates, che riconferma il successo del precendente Belovèd Bird, un chiaro richiamo a Charlie Parker. Riconfermati i compagni di viaggio di questa nuova opera: Petter Eldh al basso e Peter Bruun alla batteria, con una presenza speciale, la voce di Ashley Slater nel brano "A House is not a Home".

 

Soupsongs are back!

Soupsongs - le canzoni di Robert Wyatt di Annie Whitehead Group con la partecipazione di Sarah-Jane Morris e Cristina Donà torna in Italia a Vicenza Jazz Festival il 10 maggio 2012.

 

23 luglio 2011 - You're wondering now...

La cartella di Amy Winehouse giace nel mio archivio, tra "Amici della Musica"e "Angelica Festival". Una cartella di 24 messaggi, con il suo manager Paul, dell'agenzia Helter Skelter, e uno scambio di trattative con il festival jazz di Roma, quando Amy la conoscevano in pochi, dopo il suo primo album, dal titolo Frank.

Sono trascorsi 6 anni e mezzo, dall’unico incontro con Amy Winehouse, nel backstage del Manchester Academy, una venue paragonabile al nostro Estragon di Bologna. Amy, con le spalle curve, dall'aria timida, è circondata dalla sua band, con una bottiglia di birra chiara in mano, appoggiata alla parete del corridoio, di fronte al suo camerino in disordine. Le dico che è stata una performance strepitosa "Thanks!"aggiungo che sono in contatto con il suo manager e che stiamo lavorando alla realizzazione di alcune date in Italia. "It’d be nice, thanks", con una vocina che non t'aspetti.

L'anno successivo, Amy cambiò tutto: musicisti del gruppo, management e tipo di birra...

A lei il riposo in pace, a noi le sue registrazioni. In questo momento, mi piace immaginare Amy Winehouse insieme a Nina Simone, con una tazza di tè.

Nina: - "Cup of tea, dear?"
Amy: - " Yes, please, love - milk, no sugar, cheers."

A voi un collegamento alla canzone degli Specials "You’re wondering now" attraverso la voce di Amy Winehouse

Buon ascolto!

http://www.youtube.com/watch?v=XqCCSD5LMEg

 

 

Henslowe:

Mr Fennyman, let me explain about the theatre business. The natural condition is one of unsurmountable obstacles on the road to imminent disaster. Believe me, to be closed by the plague is a bagatelle in the ups and downs of owing a theatre.

Fennyman:

So what do we do?

Henslowe:

Nothing. Strangely enough it all turns out well.

Fennyman:

How?

Henslowe:

I don't know. It's a mystery.

Lambert:

Should I kill him, Mr Fennyman?

Tom Stoppard, Shakespeare in Love

 

Il grande ritorno di Django Bates

"Vivete in una terra così incredibile e immaginifica che nessuno meglio di voi può comprendere quanto sia importante un senso come la vista": Django Bates ha toccato, anche a parole, le corde giuste e ha introdotto così la sua versione di Star Eyes nella piccola sala della Culture House di Reykjavik. Circondati da volumi sulle saghe nordiche poco più di cento astanti si sono immersi nelle evoluzioni di questo funambolo del pianoforte che ha dedicato il suo ultimo album a Charlie Parker (Beloved Bird) ed è venuto a presentarlo insieme ai due musicisti danesi coi quali l'ha registrato: il bassista Petter Eldh e il batterista Peter Bruun. Bates ha davvero illuminato con le sue pirotecniche performance la porzione di cartellone del Reykjavik Jazz Festival che abbiamo avuto la possibilità di seguire. ... A Django Bates e al suo talento multipolare sono stati riservati tre set, uno in solitario e due con il trio "parkeriano". Solismo destrutturante, sense of humour, attitudini da vaudeville e squarci intrisi di lirismo, omaggi a Parker (Scrapple from the Apple, Confirmation, Laura, Moose The Mooche, My Little Suede Shoes...tutte dal booklet di Bird), un brano dedicato al collega Esbjörn Svensson scomparso un paio d'anni fa, qualche sortita al flicorno, qualche vocalizzo alla Wim Mertens: una musicalità cannibale, una capacità di esplorare e osare, senza dimenticare mai l'importanza dell'entertainment. Un gigante del nuovo jazz.

Il Manifesto - 28 Agosto 2010